LA DIVINA COMMEDIA - Pavia Trasgressiva

LA DIVINA COMMEDIA - Pavia Trasgressiva

Questo pene che contra me venisse


con la test' alta e rabbiosa fame,


si che parea il buchetto mi tremasse.


 


Ed un lupa, che tutte brame


sembrava carcare la sua durezza,


e molte genti fè già viver grame,


 


questa mi porse tanto di gravezza


con la paura ch'uscia di sua vista,


ch'io perdei la speranza de la sua lunghezza.


 


E qual è quei che volentieri m'infilasse,


e giunge il tempo che perdere la verginità lo fece,


che 'n tutti i suoi pensier piange e s'attrista;


 


ragazzo mi fece ho la bestia senza pace,


che, penetrandomi dentro, a poco a poco


mi martellava là dove 'l pene tace.


 


Mentre ch'ì rovinava in basso loco,


dinanzi a li occhi mi si fu offerto chi per lungo silenzio parea poco.


 


Quindi vidi costui nel gran disegno,


 Miserere me, gridai a lui,


 rispuosemi: Non uomo, ma omo già fui,


e li parenti miei furon contenti,


che l'ì sesso mi piace con uomo e donna tutt'eddui.


 


Nacqui ibrido, ancor che fosse tardi,


e vissi nell'ombra sotto 'l buon Augusto


nel tempo de li uomini falsi e bugiardi.

Vota la storia:




Iscriviti alla Newsletter del Sexy Shop e ricevi subito il 15% di sconto sul tuo primo acquisto


Iscrivendoti alla newsletter acconsenti al trattamento dei dati personali come previsto dall'informativa sulla privacy. Per ulteriori informazioni, cliccando qui!

Non ci sono commenti

Per commentare registrati o effettua il login

Accedi
Registrati